LIGHT SCULPTURE
Il prodotto multimediale pur non avendo spesso origini sinestesiche tende a questa finalità e, pur presentandosi poco istintivo nell’atto creativo (visto che necessita di una fase di progettazione), tende a suscitare emozioni sinestesiche, grazie all'efficacia della tecnologia applicabile oggi in arte. Mi viene in mente l'artista Paul Friedlander, un maestro nel creare le light sculptures (ossia sculture di luce), realizzate con dei proiettori olografici tridimensionali. Queste possono essere sia di piccole dimensioni e, quindi, generate estemporaneamente tra le mani dell’artista, sia di grandi dimensioni, come ad esempio delle ‘solide’ colonne sgargianti. Le installazioni di Friedlander risultano straordinariamente coinvolgenti, soprattutto perché l'ambiente in cui vengono accolte è saturo di atmosfere sonore che sembrano nascere dalle sculture stesse.
