E’ possibile virtualizzare l’opera d’arte senza che perda la sua aura?
E’ possibile virtualizzare l’opera d’arte senza che perda la sua aura?
Il virtuale (dal latino virtualis che viene da virtus = forza, potenza) non è una categoria che si oppone al reale, come per troppo tempo si è creduto. Il virtuale è un nodo problematico, perché ha dentro di sé tutte la potenzialità da cui può scaturire l’essere in una sua entità specifica. È, per usare un semplice immagine dal sapore aristotelico, il seme che si attualizza nella pianta, anche se non si esaurisce in essa. Per questo è ammissibile anche il processo inverso, il processo di virtualizzazione. È un processo creativo, opposto all’attualizzazione e che trascende l’oggetto, inserendolo in un campo problematico e di relazione più vasto.
La musica non è più un dono nelle mani di professionisti, esperti e teorici..non è più letta tra le righe del pentagramma.. niente più chiavi, niente crome e semiminime… oggi basta tracciare delle linee colorate per dare libero sfogo alla tua creatività!!!
Se conosci già la musica o sei solo appassionato basta scaricare gratuitamente questo software innovativo e creare le tue melodie con il clic del mouse! Si tracciano delle linee sullo schermo, si scelgono i colori e si modificano le forme per dare corpo ai suoni, modificarne i parametri: altezza, durata e timbro e intensità. Il programma fa parte dell’iniziativa Toy Symphony e si impegna a rendere innovativo l’insegnamento della musica tramite il computer e aiutando a rendere questa attività più “viva”. Hyperscore è in grado di “tradurre” concretamente le tue idee e viene utilizzato nella Newecomers High School di Long Island di New York, dove insegna proprio uno dei sviluppatori.
Ho notato che tra i nuovi prodotti in cui i protagonisti sono le immagini e il suono, pullulano, nel vero senso della parola, le cosiddette audio-video performances e le visual performances, cioè degli eventi prevalentemente live in cui i dj set si esibiscono sul palco accompagnati, nel primo caso, da immagini proiettate su grandi schermi, nel secondo caso da spettacolari giochi di luce-colore. Guardando le performances sia dal vivo sia attraverso i video accessibili su diversi siti web, ci si rende immediatamente conto della grande differenza che intercorre tra queste due forme mixed media e il gruppo di ricerca Otolab, che ha partecipato al festival Dissonanze 2006, le mostra chiaramente. Sul loro sito mi è stato possibile vedere diversi video di performances live effettuate durante dei festival e rassegne. Psikokriminalkarnival, è un audio-video performance e un buon esempio di mixed media, in cui immagini e musica mostrano una sincronia perfetta. Le immagini video sono realizzate attraverso figure geometriche, spigolose, ripetitive ma in continua trasformazione cromatica, mentre tecniche come lo sfumato e la dissolvenza sono adoperati con gusto e senza esagerazione. Si nota una certa cura nell’elaborazione e nell’utilizzo della tecnica fotografica e la musica, esclusivamente elettronica, è realizzata in modo tale da instaurare una connessione piuttosto logica tra immagini e timbri sonori. E’ chiaro che in questi lavori non esiste un messaggio poetico, ma si coglie decisamente sia una ‘parentela’ con le tecniche della pura video arte, sia la professionalità con la quale sono stati realizzati.
Il prodotto multimediale pur non avendo spesso origini sinestesiche tende a questa finalità e, pur presentandosi poco istintivo nell’atto creativo (visto che necessita di una fase di progettazione), tende a suscitare emozioni sinestesiche, grazie all'efficacia della tecnologia applicabile oggi in arte. Mi viene in mente l'artista Paul Friedlander, un maestro nel creare le light sculptures (ossia sculture di luce), realizzate con dei proiettori olografici tridimensionali. Queste possono essere sia di piccole dimensioni e, quindi, generate estemporaneamente tra le mani dell’artista, sia di grandi dimensioni, come ad esempio delle ‘solide’ colonne sgargianti. Le installazioni di Friedlander risultano straordinariamente coinvolgenti, soprattutto perché l'ambiente in cui vengono accolte è saturo di atmosfere sonore che sembrano nascere dalle sculture stesse.
A TUTTI GLI APPASSIONATI DI ARTE CONTEMPORANEA
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